venerdì, 09 febbraio 2007 alle 21:57


Trompe l'oeil
 

Trompe l’oeil

 

SIMULAZIONE PITTORICA DI MATERIALI VARI

 

Di simulazione di materiali trattano, anche se in un modo particolare, le indicazioni per il restauro reintegrativo delle lacune cromatiche delle opere artistiche mediante il metodo della “selezione cromatica” messe a punto da Ornella Casazza, storica dell’arte della Soprintendenza ai BB AA e SS di Firenze e direttrice del dipartimento di analisi e diagnosi della Galleria degli Uffizi. ( cfr. O. Casazza, Il restauro pittorico nell’unità di metodologia, Nardini ed., Firenze, 1981)

esempio di restauro reintegrativo con selezione cromatica ad effetto oro

La selezione cromatica, metodo utilizzato per reintegrare lacune cromatiche di cui si conoscono esattamente le caratteristiche originarie, è costituita dalla sovrapposizione di sequenze di tratteggi sottilissimi di colori puri leggermente sfalsate tra loro. I tratteggi vengono eseguiti secondo una direzione preordinata giustapponendo, su un fondo adeguato, tratti di colore trasparente, ad acquerello o a vernice. Il metodo un po’ ricorda la tecnica utilizzata dagli artisti divisionisti piemontesi di fine ‘800. Le sequenze, rispettando un ordine coloristico particolare a seconda del materiale che si vuole simulare, assicurano una precisione di resa cromatica eccezionale.

Diamo alcuni esempi:

Oro: Giallo Indiano + Rosso di Cadmio + Lacca Verde

Argento: Giallo + Magenta + Cyan

Terracotta: Terra Gialla + Terra Rossa + Terra Verde

Mogano: Terra Gialla + Terra Rossa +  Terra d’Ombra Bruciata

Carnato: Giallo di Napoli Rossastro + Lacca Verde + Rosso Vermiglione

Nell’esempio che segue viene riprodotta anche una selezione cromatica di riscontro (Giallo + Rosso + Blu) che simula per analogia lo sfondo grigio.

Le selezioni cromatiche possono essere scurite, in parte o del tutto, con ulteriori tratteggi di Terra d’Ombra, più chiara, o di Terra di Kassel, più scura. Nel caso si rendesse necessario schiarirle, avendo per errore sovrapposto troppi passaggi di colore sul fondo bianco, si potranno scolorare utilizzando, a seconda dei casi, reattivi come l’acqua ossigenata o la varechina, solventi inorganici come l’acqua distillata o l’ammoniaca oppure solventi organici come l’acetone o la trielina o anche in ultima analisi si potranno utilizzare tratteggi di Bianchi.

 

Nelle decorazioni a “trompe l’oeil” non dovendo, come nel caso del restauro, rendere riconoscibile il metodo utilizzato a distanza ravvicinata, possiamo sostituire i passaggi a tratteggio, in parte o del tutto, con velature di colori trasparenti. Tuttavia il tratteggio in alcuni casi, come nel “trompe l’oeil” di legni, o di altri materiali dalla caratteristica superficie texturizzata, può risultare assai importante per simulare la grana materica messa in risalto dalla illuminazione incidente.

Evidentemente la procedura sopra decritta risulta essere molto laboriosa ed è indicata per la riproduzione di effetti particolari e su superfici assai limitate. Per questo motivo citiamo anche un paio di “trucchi del mestiere” utilizzati nella tradizione decorativa italiana.

Ad esempio per la simulazione rapida di legni che presentano una venatura accentuata, come l’abete o il noce, dopo aver effettuato una stesura opaca ed omogenea del colore più chiaro presente nel legno da simulare (nell’abete: Bianco + Terra Gialla; nel noce nostrano Terra Gialla + Terra d’Ombra) si procede a stendere con una spugna sagomata opportunamente, in modo ondulato e nel senso della venatura da riprodurre, una velatura di colore più scuro (nell’abete Terra Gialla + Terra d’Ombra; nel noce nostrano Terra d’Ombra + Nero) preparata sciogliendo i pigmenti colorati (ossidi) in aceto di vino. Tale soluzione può anche essere tamponata dando un effetto simile alla radica. Infatti la soluzione, che al momento della preparazione produce un effervescenza a causa del CO² liberatosi dalla reazione ossido/acido, essiccandosi si aggrega in linee o punti che ricordano le venature o marezzature lignee.

Per la simulazione dei marmi generici si procede stendendo un base di colore opaco ed uniforme che deve essere simile a quello più quantitativamente presente nel marmo da simulare. Successivamente vengono applicate una o più mani di velature colorate che devono corrispondere alle variazioni cromatiche sempre del colore più quantitativamente presente nel marmo. Prima che il solvente della velatura evapori bisogna asportare la stessa rotolandoci sopra con uno straccio attorcigliato. Dopo di ché si proceda, con un pennello tondo e grosso, a fare delle tacche in senso diagonale di colore semitrasparente, simile alle venature più grosse presenti nel marmo, che verranno sfumate, una alla volta, nello stesso senso con un altro pennello piatto e pulito. Per finire con un pennello tondo e sottile si accentuino le venature con un colore coprente più intenso del precedente secondo una direzione spezzata e molto irregolare fino a che non s’incrocino tra loro.

Per simulare il granito dopo l’asportazione con lo straccio attorcigliato, come sopra, si proietti con l’aiuto del dito lasciato scorrere su uno spazzolino da denti intriso di colore Bianco diluito e successivamente di Nero (granito grigio) o di Ocra Rossa (granito rosa).

 

CHIAROSCURO

 

Fondamentalmente sono la luce e l’ombra che ci danno la possibilità di "leggere" il posto che l’oggetto, da noi rappresentato, occupa nello spazio e il materiale di cui è costituito, senza necessariamente doverlo toccare. Questo "gioco" della luce sulle cose deve essere tradotto in un chiaroscuro, il più possibile rispondente alla propria "emozione e percezione visiva", ma anche il più possibile verificabile in forma oggettiva.

Il chiaroscuro si può distinguere in cinque gradi principali:

 

leggenda

  1. LUMI: superfici chiare sulle quali la luce arriva direttamente

  2. MEZZE TINTE: superfici di tono intermedio che si trovano tra i lumi e le ombre

  3. OMBRA PROPRIA: superfici scure sulle quali non arriva la luce perché situate di fronte alla direzione opposta alla luce stessa. Tuttavia esse diventano gradatamente più chiare a mano a mano che esse si discostano da tale direzione.

  4. OMBRA PORTATA: superfici molto scure sulle quali non arriva la luce perché la stessa è ostacolata da un altro corpo. Tuttavia esse diventano gradatamente più chiare a mano a mano che esse si allontanano dal corpo che le produce.

  5. RIFLESSI: superfici che pur non essendo illuminate dalla luce diretta sono leggermente più chiare dell’ombra nella quale si trovano perché sono illuminate da luce indiretta (riflessa)

 

MODANATURE LISCE



 

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